giovedì 4 novembre 2021

PREMIO MIGLIOR PRODOTTO DELL’ANNO “Sessione Liquori e Distillati” Il CARDUS

Il primo amaro 100% prodotto a Brancaleone. Realizzato dall’infusione  del Cardo selvatico, mirtillo e bergamotto di Reggio Calabria.

Attualmente in vendita anche nella piana di Gioia Tauro a Polistena presso MYFOOD di Denis Giovinazzo a POLISTENA in Via On. Luigi Longo, 37. 

Prodotto dell’anno 2021 nel mondo del bergamotto



L' Amaro Cardus infusione di tradizione, innovazione e sapori. Particolarmente apprezzato per il gusto autentico e per il forte potere digestivo. 



Un sapore deciso, aromatico e persistente, ottenuto secondo i più tradizionali metodi di produzione, con 40 giorni di infusione nei tini di acciaio e post riduzione alcolica a 28%. I processi di macerazione dei tre ingredienti base attivano l’estrazione delle componenti amare, grazie alle quali il prodotto finale permette l’attività digestiva. Il colore è un classico marrone, con sfumature di sapori che rendono la degustazione un atipico viaggio nel profondo sud Italia. (ADV 28% )
Amaro Cardus infusione di tradizione, innovazione e sapori. Particolarmente apprezzato per il gusto autentico e per il forte potere digestivo. 
Un sapore deciso, aromatico e persistente, ottenuto secondo i più tradizionali metodi di produzione, con 40 giorni di infusione nei tini di acciaio e post riduzione alcolica a 28%. I processi di macerazione dei tre ingredienti base attivano l’estrazione delle componenti amare, grazie alle quali il prodotto finale permette l’attività digestiva. Il colore è un classico marrone, con sfumature di sapori che rendono la degustazione un atipico viaggio nel profondo sud Italia. (ADV 28% )
Cardo selvatico, Mirtillo e Bergamotto di Reggio Calabria
Il Cardo selvatico (Cynara cardunculus)  porta con sé leggende mitologiche e credenze religiose, una pianta selvatica, dal sapore intenso e dalle molteplici proprietà benefiche e curative. Diffuso nei territori dell’Italia centro-meridionale, in Calabria è diventata ormai una pianta tipica, con largo consumo sia delle foglie che dei piccoli fiori che produce.
Il Bergamotto di Reggio Calabria, (Citrus bergamia)  “Our family passion”, è un agrume tipico e unico del territorio Ionico Calabrese. Da sempre impegnata in ricerca, produzione e trasformazione di questo agrume, l’Azienda Patea ha voluto impregnare l’Amaro Cardus con il vero simbolo del territorio. La buccia di Bergamotto in infusione nell’alcol, riesce a imprimere il suo profumo, tra i più amati al mondo.
Il Mirtillo (Vaccinium myrtillus) pur non essendo una pianta tipica Calabrese, da qualche anno, nella parte ionica reggina sono stati creati numerosi impianti di coltivazione di questo frutto dalle innumerevoli proprietà curative. La scelta di utilizzarlo tra i componenti principali è dettata dalla volontà di sostenere le nuove produzioni locali e dalle proprietà benefiche del frutto.
 
Si è conclusa con successo la XX edizione di Cibus, il primo Salone Internazionale della ripartenza.
L’Azienda Patea ha partecipato nonostante i forti dubbi causati dalle difficolta dovuti all’emergenza Covid che però ha dato la possibilità di accogliere non tantissimi visitatori ma sicuramente selezionati. Durante le giornate di fiera, l’Azienda Patea ha presentato il nuovo AMARO CARDUS portando a casa un risultato straordinario.
L‘AMARO CARDUS è stato notevolmente apprezzato per le note aromatiche e profumate, con immediata richiesta del prodotto sia per l’Italia ma anche e soprattutto all’estero. “Un  amaro piacere per il palato, un viaggio a occhi chiusi nel profondo sud Italia”  . 
L’Azienda Patea ha presentato nel panorama internazionale oltre l’Amaro Cardus anche tutti i prodotti già presenti a catalogo con alcune novità, Tonno all’olio d’oliva aromatizzato al Bergamotto, Pasta al Bergamotto, e la gamma di liquori.
 
 
 

lunedì 6 settembre 2021

E' nata la nuova Grappa allo zibibbo di Pizzo - qualità, originalità

La nuova sfida delle Cantine Benvenuto 



  1.  Un nuovo, entusiasmante step - in un territorio vergine per questo genere di produzioni - per il giovane vignaiolo calabrese non nuovo a sfide vincenti come dimostra la vinificazione dello zibibbo di Pizzo, presidio Slow food e prodotto certificato Igp, e che, inoltre, vanta il lancio sul mercato di altre novità come l'Orange wine e la birra di zibibbo Sole calabro.
  2.     L'originale acquavite, ottenuta esclusivamente da vinacce di uva zibibbo e prodotta in collaborazione con la distilleria Giovi di Messina, mantiene un carattere fortemente identitario ancorata com'è al metodo utilizzato grazie all'uso di un antico alambicco discontinuo in rame alimentato a legna. Il risultato ottenuto è un elegante distillato, trasparente e incolore al calice, dall'intenso bouquet tipico del vitigno da cui trae origine, con ricordi floreali di geranio cui seguono mature note fruttate. Al palato si presenta caldo e di buon equilibrio, persistente e contraddistinto da un retrogusto dolce-amaro.
  3.     La neonata grappa allo zibibbo di Pizzo consente a Cantine Benvenuto di fare il suo ingresso anche nel mercato dei superalcolici con un prodotto che ne rispecchia peculiarità e filosofia aziendale declinate nel recente passato in etichette che hanno saputo conquistare l'attenzione di addetti ai lavori e stampa internazionale: da ricordare la menzione del New York Times per lo zibibbo Igp celebrato come uno dei migliori bianchi d'Italia.
  4.     "La scelta di realizzare la prima grappa ottenuta da vinacce di zibibbo di Pizzo - afferma Giovanni Celeste Benvenuto - nasce dalla volontà di valorizzare ulteriormente lo straordinario patrimonio rappresentato da questo vitigno dalle caratteristiche uniche. Ma vuole essere - prosegue il giovane imprenditore calabrese - anche uno stimolo per il territorio e le sue realtà produttive, affinché si comprenda che, anche in Calabria, in un'area che di certo non è storicamente vocata alla produzione di grappa, è in realtà possibile dare vita a prodotti di straordinaria qualità e originalità che diventano così espressione di una terra che ha ancora tanto da offrire e da esprimere". 

   

lunedì 2 agosto 2021

Drosi e la Commedia dell'Ordine di Malta visto da Natino ALOI

 UN INTERESSANTE VOLUME di Giovanni RUSSO su DROSI

Un lavoro serio e ricco di richiami storico – culturali è stato dato alle stampe da Giovanni RUSSO. Uno studioso, RUSSO , la cui ampia produzione testimonia della serietà scientifica di un intellettuale che ha  la dedicato e dedica alla cultura i suoi i suoi interessi e la  sua attenzione.



Nella fattispecie , questo volume su DROSI costituisce una piacevole sorpresa per il lettore che incontra, tra le pagine del testo, vicende storiche imprevedibili, personaggi politici e religiosi di rilievo, che hanno in Drosi un luogo di grande significato nel senso dell’incontro con valori della nostra Civiltà.
Interessante la presenza data alla Chiesa, a tutti i livelli, in difesa dei diritti sociali attraverso la presenza di esemplari figure di sacerdoti.
Piacevole sorpresa è stata per me la “scoperta” di un mio parente Sacerdote, Don Francesco Pignataro, la cui attività, come quella di tanti altri suoi colleghi si è svolta con grande umanità e tanta cristiana umiltà nella Parrocchia di Drosi , dove da Parroco, è mancato. Un volume , in una parola, quello di Giovanni Russo che ci mette a contatto con un mondo che così ricco di Cultura e di Civiltà è presente nella nostra Calabria
Natino ALOI

lunedì 14 giugno 2021

IDENTITA' LINGUISTICHE CALABRESI nell'Area Grecanica

 Identità linguistiche calabresi,festival nell'area Grecanica

Dall'11 al 30 giugno scambi e incontri con Arbereshe e Occitani

Identità linguistiche calabresi in festival. Nasce nell'Area Grecanica della provincia di Reggio Calabria, un nuovo progetto culturale frutto della sinergia istituzionale tra i comuni di Bova Marina (ente promotore) e quelli di Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri, in provincia di Reggio Calabria e Guardia Piemontese (Cosenza).

    Il Festival, cofinanziato dal Fondo unico per la cultura 2020 della Regione Calabria-"Iniziative trasversali volte a rafforzare il legame tra cultura e identità" e inserito tra le attività del "Bicentenario dei Greci di Calabria", si svolgerà dall'11 al 30 giugno nei comuni di Bova Marina, Roghudi, Roccaforte del Greco e Condofuri con numerose iniziative a carattere culturale e artistico.

    L'obiettivo, spiegano i promotori, è quello di creare un evento regionale che possa diventare luogo di incontro e scambio tra le diverse identità linguistiche calabresi (Grecanica, Arbëreshë e Occitana) e promuovere le diverse espressioni identitarie mediante la cultura, l'arte, la lingua e le antiche tradizioni.

    "Si chiama Filica - è detto in una nota - e avrà la direzione artistica di Pasquale Casile e dell'attrice Angelica Pedatella, il programma di iniziative culturali ed artistiche volte a valorizzare le realtà linguistiche sottoposte a tutela e portatrici di identità culturali antiche e topicizzate, ma anche per non perderne memoria, per la loro conservazione presso le giovani generazioni e per la diffusione e la conoscenza a livello regionale e nazionale".



    Ad aprire la programmazione, venerdì 11 giugno alla biblioteca comunale di Bova Marina, il convegno tematico "Culture ed identità in Calabria" al quale prenderanno parte i rappresentanti delle tre identità linguistiche per far scoprire al pubblico storie e tradizioni di questo straordinario patrimonio immateriale. Seguiranno tre incontri letterari, il workshop con Salvatore Dieni sulla lingua grecanica, il workshop "I racconti del vocabolario" con Pasquale Casile, iniziative curate dall'associazione culturale "Leggendo tra le righe". Non mancheranno eventi di spettacolo con concerti di musica tradizionale ed etnica del gruppo occitano "Vent de Nótes", il gruppo Arbëreshë "Bashkim" etnofolk, il gruppo di musica grecanica "Kardhja", lo spettacolo di teatro e musica "Kuntastorie" messo in scena dall'associazione "The Dance" e quello di "Mamé" interpretato dalla compagnia BA17. Infine, ci saranno attività rivolte alla scoperta del territorio e delle tradizioni con un workshop sugli strumenti musicali antichi, uno "Show cooking delle tradizioni" per gustare attraverso le immagini le ricette gastronomiche dell'area grecanica e, in conclusione, un'escursione e visite guidate nella vallata dell'Amendolea e del borgo di Gallicianò.

    Il programma sarà realizzato grazie al supporto progettuale dell'associazione culturale arte e spettacolo "Calabria dietro le quinte APS" e alla collaborazione con il GAL area Grecanica, la Proloco di Bova Marina, dell'Università per la terza età e il tempo libero Ute-Tel-B e della Federazione Associazioni Arbëreshë. Gli eventi gratuiti in presenza (spettacoli, workshop, escursioni) saranno realizzati nel rispetto dei Dpcm vigenti per il contenimento del Covid19 con prenotazione obbligatoria inviando una e-mail filicafestival@gmail.com o un messaggio whatsapp. 

domenica 25 aprile 2021

L'ASPROMONTE PATRIMONIO in rete mondiale UNESCO

 Aspromonte Geopark, Calabria in Rete mondiale Unesco

Occasione per valorizzare patrimonio naturale e identitario area

L'Aspromonte e i suoi tesori naturalistici entrano a far parte dell'Unesco Global Geoparks, la Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco. Si materializza così un'occasione unica per valorizzare il prezioso patrimonio (8 Geositi di rilevanza internazionale, 89 geositi censiti), le specificità culturali, identitarie e naturalistiche di un'area che ne esalta la straordinaria valenza geologica dell'Aspromonte, ponendolo all'attenzione mondiale.

   

Con la particolarità delle sue rocce, l'Aspromonte ha una storia geologica di estremo rilievo che ha permesso di avviare il percorso di candidatura all'Unesco nel 2017, promuovendo le peculiarità del massiccio che rivelano una storia antica, complessa e unica. L'ingresso nella Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco consentirà al Geoparco Aspromonte di rendere possibile la valorizzazione del patrimonio geologico in stretta connessione con quello naturale e culturale, che può portare importanti ricadute in termini sociali ed economici sul territorio, anche e soprattutto in chiave turistica.


    "L'ingresso nella rete mondiale dei Geoparchi Unesco - ha dichiarato il presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte, Leo Autelitano - è per noi motivo di orgoglio, ma soprattutto è incentivo a lavorare con sempre maggiore attenzione e maggiore slancio per ottenere risultati visibili sul territorio. La nostra candidatura è stata accolta - ha aggiunto Autelitano - grazie al lavoro incessante del team del progetto Geoparco, e al supporto fornito dalle altre istituzioni, le associazioni e tutto il popolo dell'Aspromonte. Da qui in avanti il nostro compito sarà quello di continuare a lavorare insieme, coinvolgendo tutti gli attori del territorio e tutto il popolo dell'Aspromonte nel percorso di valorizzazione costante dei geositi e dei loro significati, fatti di tradizioni, di cultura, di identità e di speranza. Sarà anche occasione per far divenire l'Aspromonte il luogo deputato per incontri di studio e approfondimento sulle scienze geologiche".

    Aspromonte Geopark, in definitiva, nasce con l'intento di salvaguardare e valorizzare uno dei più particolari patrimoni geologici del Mediterraneo centrale. Il suo territorio è caratterizzato da una grande diversità paesaggistica, da peculiarità geo-ambientali e dalla presenza di interessanti realtà storico-culturali radicate in un antico passato influenzato da diverse civiltà. Nel lungo percorso verso il riconoscimento internazionale, l'Aspromonte Geopark ha attivato numerose forme di animazione territoriale per informare sulla strategia del geoparco e agevolare il processo di sensibilizzazione, informazione, comunicazione e conoscenza, favorendo la costruzione di un'idea-azione condivisa di sviluppo ecosostenibile del territorio. 

   

lunedì 18 gennaio 2021

Nuovo fungo Ipogeo ritrovato in Calabria nell'area della Sibaritide in provincia di Cosenza

 Un interessante ritrovamento di un fungo in Calabria, precisamente, la specie è un Pyrenogaster pityophilus=Schenella pityophila; un bel ritrovamento avvenuto grazie ad un bravissimo Lagotto, una specie tanto particolare quanto rara. 





Sono pochissime, infatti, le segnalazioni italiane di questa specie. Difficile credere che si tratti di un fungo, sembra quasi qualcosa di artificiale. Un micete con le "borchie". Si tratta di un fungo ipogeo ( che cresce sotto terra), globoso con esterno bianco contenente una gleba composta da più di 150 peridroli a forma di corna o piramidi di colore nero, con l'apice appiccicoso. A maturazione queste "corna" si trasformano in un ammasso polveroso di spore. Lo si può trovare raramente in primavera in suoli sabbiosi. Questi esemplari sono stati rinvenuti in una pineta retrodunale della Sibaritide in provincia di Cosenza dal Micologo Antonio De Marco. 






Per altre curiosità sul mondo dei funghi vi consiglio di dare un'occhiata alla pagina https://www.facebook.com/AntonioDeMarcoMicologo 

giovedì 17 dicembre 2020

Il miglior vino rosso al mondo del 2020 è italiano

Il vino italiano premiato come miglior rosso al mondo 2020

La rivista britannica specializzata Decanter ha premitato un vino italiano come miglior rosso al mondo per il 2020

Ad aggiudicarsi il titolo di miglior vino rosso al mondo del 2020 è l'Amarone Classico Fieramonte Allegrini 2012 che ha conquistato la giuria di Decanter


A premiare l’italianissimo Fieramonte di Allegrini è Decanter che lo incorona il miglior vino rosso al mondo del 2020. Un primato tutto italiano quello del miglior vino rosso 2020, assegnato dalla rivista britannica Decanter, specializzata in enologia. Segnalato dal corrispondente italiano Aldo Fiordelli, il vino made in Italy si è esposto al severo giudizio di una giuria tecnica ottenendo un punteggio di 98/100.

Perché il Fieramonte Allegrini è il miglior vino rosso del 2020

A trionfare come miglior vino rosso del 2020 al mondo è la produzione italiana Fieramonte Allegrini con referenza 2012. L’Amarone della Valpolicella Classico Fieramonte del 2012 firmato Allegrini è stato considerato il miglior vino rosso al mondo da una giuria composta da esperti dal Master of Wine Andy Howard, il Master Sommelier Ronan Sayburn e dal responsabile acquisti di Direct Wines Beth Willard .

La bottiglia che ha decretato la vincita risale alla produzione 2012 e ha un significato particolare per la Griffe che ha creduto nel progetto, rilanciandosi nel 2011 dopo una pausa di 25 anni. Un ritorno in grande stile che viene premiato con un titolo importante come quello del “miglior vino rosso al mondo” da una delle riviste più rilevanti del settore.

L’Amarone Classico Riserva Fieramonte è particolarmente apprezzato per il gusto profondo e pieno che offre grande bevibilità. il segreto del successo è l’integrità del grappolo ottenuto da un vigneto posizionato a circa 4 00 metri di altitudine su una collina che viene accarezzata dal sole del mattino.

I vini italiani vengono apprezzati in tutto il mondo: oltre al titolo di Miglior Vino Rosso al Mondo ottenuto dall’Amarone Classico Fieramonte Allegrini, un secondo titolo importante è stato guadagnato da un’altra azienda vinicola collocata lungo la strada del Vino Veneta, che si aggiudicata con il Prosecco Follador il premio per il miglior prosecco al mondo del 2020, assegnato durante il campionato mondiale di Champagne e Spumanti.

Alla scoperta del vino Fieramonte Allegrini.

Con un’attesa di più di 25 anni torna trionfante la produzione Allegrini, rilanciata nel 2011 con un evento suggestivo in provincia di Verona dove tre mongolfiere hanno sorvolato i vigneti della Valpolicella.

La produzione è legata al vigneto di Fieramonte che appartiene alla famiglia Allegrini da moltissimi anni. Nel 1985 la produzione si è interrotta poiché molte viti si sono ammalate. La famiglia non si è persa d’animo e ha reinvestito ridando vita al vigneto nel 2011, ma sono stati necessari dieci anni d’attesa prima che le viti fossero fisiologicamente mature per la produzione.